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Il comune di Montecalvo Versiggia appartiene a: Regione Lombardia - Provincia di Pavia

Castello

Nome Descrizione
Indirizzo Frazione Castello
Apertura Privato - Visibile solo dall'esterno
Il castello con le case che gli fanno da corona, è stato sicuramente l'abitato più importante del comune, centro del potere nonché il luogo su cui più abbondanti sono le notizie pervenuteci, almeno sino a tutta l'età moderna.
Per un lungo arco di secoli Montecalvo si è identificato con il suo castello, tanto è vero che i due termini sono stati usati spesso come sinonimi.
Ancora negli Stati d'anime di fine Seicento, Montecalvo era il toponimo usato dal parroco per indicare il castello, e solo successivamente è invalsa l'abitudine di indicarlo come Castello di Montecalvo.
Si è già accennato alle notizie più antiche riguardanti la storia di Montecalvo e i documenti che lo menzionano e che menzionano il suo castello. Questo infatti, nelle lotte intercorse negli anni 1214-1216 tra l'imperatore Federico II alleato con Pavia, contro milanesi e piacentini, fu saccheggiato e, probabilmente, lasciato poi andare in rovina; sorte che in quegli anni fu condivisa da diversi altri castelli oltrepadani, da Soriasco a Golferenzo, da Mondonico a Montalino.

Nel 1287 il castello venne probabilmente acquistato da Uberto Beccaria. A proposito di quest'ultimo avvenimento rimangono infatti delle incertezze sul nome della persona che acquistò il castello.
Infatti nel documento riportato da Goggi, attestante la concessione di un prestito da parte del comune di Voghera per l'acquisto del castello di Montecalvo, risulta poco leggibile proprio il nome dell'acquirente. "L'originale - commenta Goggi - è assai macchiato, ed è dubbio se al luogo di Bocardo si debba leggere Beccaria. Gli storici vogheresi leggono Beccaria." E più avanti "Si noti che qui si parla sempre di castrum, castello."
Un altro documento della metà del XIII secolo - documento preparatorio per un estimo pavese - nomina Montecalvo riferendosi specificatamente al castello e al suo borgo, dato che contestualmente porta anche i nomi di altri centri abitati della zona, come Lardaria, Casalegum e Valdonica.
I Beccaria rimasero proprietari del castello ben oltre la morte, avvenuta nel 1621, del conte Claudio, ultimo feudatario di questa famiglia. Estintosi il ramo principale, il castello rimase infatti in possesso di un ramo collaterale della famiglia. Almeno a partire dal 1639, risulta abitato da Gerolamo e dal capitano Galeazzo Beccaria, e dai registri parrocchiali risultano battezzati a Montecalvo tre figli di quest'ultimo negli anni dal 1646 al 1649. erolamo Beccaria morirà il 9 marzo 1671, mentre Galeazzo colpito da "febbre maligna", si spegnerà nella sua abitazione al castello il 29 luglio 1687.
È certo, però, che con la morte di Claudio Beccaria castello e feudo non saranno più riuniti nelle mani della stessa persona. Per via ereditaria, il castello passerà infatti a Giuseppe Pietragrassa Berio Beccaria, mentre il feudo sarà della famiglia Belcredi. I Pietragrassa, residenti a Pavia, lo terranno come dimora di campagna, recandovisi saltuariamente, e quasi sempre nel periodo della vendemmia per controllare da vicino i loro interessi economici; ma per la maggior parte dell'anno nel castello risiederà solo un loro agente.
Tra i Pietragrassa Berzio Beccaria, proprietari del castello, ritroviamo Galeazzo nel 1729, e Antonio nel 1753, mentre tra gli agenti figurano, oltre al rev. Cristoforo Pezzati ricordato in precedenza, Domenico Vecchi, Germano Bardone, Pio Pezzotti e Mauro Vecchi, tutti nel primo quarto del secolo XVIII.
L'edificio, ai primi dell'Ottocento, verrà acquistato dai Pisani Dossi. Nel 1823 Luigia, moglie di Carlo Pisani, restaurò l'antico pozzo fatto costruire nel 1596 dai Beccaria nel giardino del castello. Entrambe queste notizie sono consegnate a due lapidi murate sulla parete del vecchio pozzo. La prima, quella che si riferisce alla sua costruzione voluta dai Beccaria, così recita: "SUE UTILITATE POSTERUMQUE / USUI JUGEM PUTEUM ALTE / FODIENDUM EUNDEMQUE / EXTRUENDUM FEDERICUS / BECCARIA ANNIBALIS FILIUS / SUI SUMPTIBUS CURAVIT / ANNO MDXCVI."
Vale a dire che Federico Beccaria, figlio di Annibale, fece costruire a proprie spese per sè e i posteri un pozzo profondo e perenne, nell'anno 1596. Il tenore della seconda è invece il seguente: PROVEXIT ORNAVIT AQUARUMQUE COPIAE CONSULUIT PLUVIALES IMMITTENS. ALOISIA CAROLI PISANI UXOR AN MDCCCXXIII.
Luigia Pisani, cioè, nel 1823 lo migliorò provvedendolo di acque abbondanti tramite pluviali.

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