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Il cavatappi in Europa

Dipinto raffigurante il cavatappi in Italia Cavatappi
in Francia Tire-bouchon
in Gran Bretagna Corkscrew
in Germania Korkenzieher
in Spagna Sacacorchos
in Olanda Kurkentrekker
in Danimarca Proptrækker


Le parti del cavatappi

Le parti del cavatappiLe parti del cavatappi


Le parti del cavatappiLe parti del cavatappi


In base alla provenienza

I cavatappi inglesi sono i più facilmente riconoscibili, aiutati da una legislazione che già alla fine del Settecento, prevedeva marchi e brevetti.Il primo è del 1795, "firmato" dal reverendo Samuel Henshall, al quale fino ad oggi sono seguiti più di 350 brevetti.
Sono contraddistinti dalla sigla PAT o PATENTED seguita da una data.
Quelli francesi fanno corso a partire dal brevetto per champagne del 1828, e portano impresso S.G.D.G. o DEPOSE mentre per i tedeschi, contraddistinti dalla sigla D.R.G.M. o D.R.P. bisogna aspettare il 1877.
Infineil cavatappi a macinino, così chiamato perché dotato di una leva rotante uguale a quella del macinino del caffè: nato alla fine dell'Ottocento, è rimasto di moda fino agli anni Trenta.
Nei primi anni dell'800 nasce il cavatappi "a farfalla", nel 1828 si ha il primo brevetto francese "a rubinetto", nel 1838 quello "a doppia vite".
Nel 1860 nasce il cavatappi americano.
In Italia la produzione è rimasta a lungo nelle mani di piccoli artigiani e dunque difficilmente i cavatappi sono marcati. Nondimeno si riconoscono tre tipologie tipiche: il cavatappi a vite, massiccio, con campana aperta, realizzato in ottone (o cromato in tempi più recenti); il cavatappi a due leve, la tipologia più diffusa: i primi esemplari datano all'inizio del Novecento.
E ancora si inventano cavatappi "a concertina", "a manovella", a due lame, da cameriere, con spazzolino per pulire il collo della bottiglia, a forma di animali, da tavolo, da muro e così via fino ai giorni nostri.
E' difficile fare una classificazione precisa dei tipi di cavaturacciolo, tante sono state le versioni lungo il corso del tempo. Generalmente, i modelli più conosciuti e più comuni sono: cavatappi semplice, tascabile, a meccanismo, a leva, multiuso e figurativi.


Cavatappi semplice

immagine ingrandita Cavatappi semplice (apre in nuova finestra) Detto anche cavatappi a "T", è costituito unicamente dal manico a cui è fissata la classica spirale o verme.
Inizialmente la spirale è in ferro, a cui si è avvicendato l'acciaio.
Il manico è in legno duro (bosso, noce, faggio ed ebano, per esempio) e nei tipi più raffinati in ferro, argento, ottone, osso e avorio, spesso riccamente lavorati.
Sono i cavatappi che richiedono maggiore sforzo fisico. Per estrarre il tappo di una bottiglia si coinvolgono i muscoli della mano, del braccio, della spalla, della schiena, senza contare quelli delle gambe, quando il tappo oppone resistenza e si è costretti a stringere la bottiglia tra le ginocchia.


Cavatappi tascabile

immagine ingrandita Cavatappi tascabile (apre in nuova finestra) Il cavatappi tascabile è caratterizzato dalla spirale richiudibile nel manico che, oltre a fungere da leva, spesso incorpora anche una piccola lama per la rimozione della capsula.
Per realizzarli furono studiate soluzioni tecniche, spesso ingegnose, che rispondevano a un duplice scopo: rendere più agevole la rimozione del tappo e proteggere adeguatamente sia il verme sia chi riponeva nelle proprie tasche l'appuntito manufatto.
Nasce alla fine del XIX secolo, anche se alcuni bellissimi esempi di cavatappi pieghevoli, con astuccio decorato, appaiono già nel '700.


Cavatappi a meccanismo

immagine ingrandita Cavatappi a meccanismo (apre in nuova finestra) Per risolvere il problema dello sforzo fisico ed evitare al contenuto delle bottiglie urti e scosse eccessive, vennero applicati ai cavatappi semplici degli elementi aggiuntivi utili a perfezionare e a rendere più agevole l'estrazione manuale del tappo.
Possiede una struttura metallica, a "campana", che si appoggia al collo della bottiglia, in modo da estrarre meglio il sughero. Questo tipo di funzionamento, nato nel '700, è stato poi migliorato con altre versioni: il cavatappi "a manovella", simile a un macinino da caffè e quello a "pignone" o a "cremagliera", nel quale un piccolo manico laterale solleva il fusto attraverso una cremagliera.


Cavatappi a leva

immagine ingrandita Cavatappi a leva (apre in nuova finestra) Diverso il sistema dei cavatappi a leve, nato nel secolo scorso, che ha dato origine a molti modelli.
Potrebbero essere considerati cavatappi a meccanismo, ma con una essenziale differenza: la forza di estrazione non è fornita da una vite, bensì da una pressione o da una trazione.
Fanno parte di questa serie i cavatappi a fisarmonica, più conosciuti coma zig-zag, nome di una marca talmente famosa da caratterizzare una categoria.


Cavatappi multiuso

immagine ingrandita Cavatappi multiuso (apre in nuova finestra) Sin dalle sue origini, il cavatappi fu spesso associato a vari altri strumenti di utilità quotidiana quali: la chiave da orologio, lame, forbicine, cucchiaino, sigillo.


Cavatappi figurativi

immagine ingrandita Cavatappi figurativi (apre in nuova finestra) A partire dalla fine dell'800 e per tutto il '900, in seguito all'esplosione della creatività e alla fantasia di artigiani e artisti, l'aspetto estetico prese il sopravvento sulla praticità del cavatappi.
Spesso trascurati dai collezionisti, che preferiscono da sempre i modelli preziosi o dai meccanismi complessi, i cavatappi figurativi hanno ormai conquistato un loro spazio all'interno delle esposizioni.

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