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Il Museo del cavatappi

immagine ingrandita Museo del Cavatappi (apre in nuova finestra) "Cavare tappi" non significa semplicemente "sbottigliare", non è soltanto il gesto necessario per "aprire una bottiglia". Basta avere un po' di dimestichezza con il vino, basta saper apprezzare i piaceri della tavola e della vita, per capire che parliamo di qualcosa molto simile ad un rito; un'azione esatta e meticolosa; un'arte. Si "cavano i tappi" per liberare la gioia di vivere.
Ne sanno qualcosa gli abitanti di Montecalvo Versiggia, in alta Valle Versa, al centro della "terra del Pinot Nero"... Uomini e vignaioli che fanno il vino da sempre e che lo imbottigliano e che lo sanno bere.
E allora, il Comune di Montecalvo ha deciso di valorizzare la sua storia e il suo patrimonio.
E sabato 15 luglio 2006 è stato inaugurato nel ridente centro oltrepadano il Museo del Cavatappi, il primo in Italia aperto ed allestito non da un privato, ma da un ente pubblico. Il primo in provincia di Pavia; il primo in Oltrepò, sicuramente. L'esposizione è stata sistemata in un vecchio edificio, annesso alla chiesa parrocchiale di S. Alessandro, un tempo adibito a canonica e in seguito a scuola elementare.


Immagini tratte dai siti:
www.corkscrewmuseum.com
Per il testo è stato consultato il volume: Passione collezionismo, CAVATAPPI, di Fredérique Crestin-Billet (Fabbri Editori)


La storia dei cavatappi

immagine ingrandita Museo del Cavatappi - Foto Storica (apre in nuova finestra) L'origine del cavatappi, che sembra risalire alla metà del '400, è legata alla produzione delle armi. C'è chi sostiene infatti che il cavatappi derivi dalla verga attorcigliata e spiraliforme utilizzata per rimuovere le palle di piombo incastrate nelle bocche dei cannoni e per recuperare la stoppa impiegata per pulire le canne delle armi.
L'armeria inglese Messrs Holtzapffel di Charing Cross, che nel 1680 ottenne il brevetto per fabbricare questo ferro, a riprova di questa tesi, produceva anche cavatappi.
Così altri fabbricanti di armi, oltre ai fabbri e ai piccoli artigiani, iniziano a studiare e produrre queste "viti per bottiglie".
Secondo un'altra ipotesi, il precursore dei cavatappi fu il punteruolo per botti: in una pala d'altare del 1450 circa, infatti, è raffigurata una suora che, con questo strumento, spilla vino da una botte.".
Dopo la metà del Seicento, con l'uso di invecchiare il vino in bottiglia, si diffonde la necessità di un oggetto capace di rimuove il tappo in sughero: il cavatappi, appunto.
Il 1795 segna una svolta. Il reverendo Samuel Henshall ottiene in Inghilterra il primo brevetto di cavaturaccioli, favorendo il passaggio dalla produzione artigianale a quella in serie.
Molti dei primi esemplari, commissionati dalle classi sociali più elevate, venivano realizzati da artigiani di grande fama che creavano piccoli capolavori in oro, argento o altri materiali preziosi, oggi quasi introvabili sul mercato.

Pezzi talmente raffinati e ricercati chele dame li appendevano a quel particolare gioiello da portare in vita che prende il nome di chatelaine - una placca in oro dotata di numerosi morsetti ai quali agganciavano gli accessori "indispensabili" alla vita di società - mentre i gentiluomini li fissavano alla catena dell'orologio o li inserivano nel bastone da passeggio.

Dal XVII secolo ad oggi, dunque, la storia del cavatappi è contrassegnata da un continuo sviluppo che conferisce a questo oggetto - solo apparentemente semplice - maneggevolezza, praticità, ma anche eleganza ed originalità.

L'evoluzione del cavatappiè consequenziale ai miglioramenti apportati al sistema di chiusura delle bottiglie: dal Settecento fino all'invenzione del tappo a corona, alla fine dell'Ottocento, tutti i liquidi erano venduti al dettaglio con il tappo in sughero così che il cavatappi era utilizzato per birra, alcolici ma anche per bottigliette da profumo, medicine, boccette per l'inchiostro!

Tale evoluzione è anche frutto della continua ricerca tecnica ed estetica che, nel corso dei secoli, ha fatto di questo oggetto uno fra i più rappresentativi testimoni di epoche, mode e gusti costantemente ingentilito, abbellito e decorato.
Trecento anni di storia, dunque, passano tra le mani quando si stappa una bottiglia. Un mondo di cultura e di antiche tradizioni racchiuse in un piccolo, indispensabile utensile.

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