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Lanzone

La cascina Lanzone, indicata nei secoli passati anche come Casa de' Lanzoni e Boffalora, è ubicata su un colle a levante di Pornenzo e Casa Torregiani. Anche se con meno frequenza di altre case rurali ugualmente abitate da una sola famiglia, ha visto nei secoli passati un certo movimento negli occupanti.
Dai Mioti, che la abitarono nel periodo 1692-1719, ai Baioli (1735-36), Caselati (1741), Plagi (1755), e poi, dall'inizio dell'Ottocento, Baldini, Piaggi, Sarchi. In questo periodo sappiamo che la casa e il fondo annesso erano di proprietà dei Pietragrassa.
Nel mezzo della possessione esisteva anche un piccolo appezzamento di 12 pertiche di ragione del Beneficio parrocchiale di S. Alessandro, rivendicato dal parroco ma in realtà in godimento ai Pietragrassa. Per la proprietà di questo terreno nacque un contenzioso, di cui sono rimaste due testimonianze giurate, rese il 12 e il 25 novembre 1771 davanti al giudice Andrea Vigo di Golferenzo. La prima, di Antonio Boriolo, è del seguente tenore.
"Essendo fittabile tempo fa della possessione denominata Bofalora, o sia Lanzone, posta nel territorio di Montecalvo di ragione dell'Ill. signor marchese Pietragrassa Berzio Beccaria, fui molte volte dal fu sig. don Giuseppe Mognaschi di tal tempo parocho e preposto di detto luogo di Montecalvo interpellato che nel centro di detta possessione vi esisteva un pezzo di terra di pertiche 12 circa di ragione di sua parrocchiale, per cui mi ingiongeva farne partecipe detto sig. marchese padrone, ad effetto la rilasciasse a favore di detta parrocchiale, come difatti feci presente a detto sig. marchese tale ingionzione, al che mi replicava che lasciasse pure il pensiero a lui per tal fatto mentre non era mia ingerenza..."
Giuseppe Torti, secondo testimone, è invece stato presente ai diversi e burrascosi incontri tra il parroco e Antonio Pietragrassa. Ecco la sua deposizione.
"Io Giuseppe Torti dico, depongo ed attesto sotto il vincolo del... giuramento, siccome avendo servito e stato molti anni in casa e per casa dell'Ill. sig. marchese don Antonio Pietragrassa Berzio Beccaria, la qual mia servitù e dimora terminò circa l'anno 1764, molte volte in que' tempi dal fu molto reverendo sig. don Giuseppe Mognaschi, parocho e preposto in tal tempo di detto luogo di Montecalvo, intesi ed udii dimandare al suddetto sig. marchese che gli lasciasse indietro a godere il pezzo di terra che esisteva entro la possessione denominata Boffalora o sia Lanzone di ragione di sua parrocchiale, al quale rispondeva il prefato sig. marchese con termini agri e gli soggiungeva se voleva litigare con esso lui..."
Dal 1854 al 1875 a Lanzone ritroviamo la famiglia Scarabelli, mentre nel 1887 vi sono per la prima volta insediate due famiglie, Comaschi e Genesi. Per tutto il periodo considerato l'abitato non superò mai le 12 persone.





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