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Colombato

Colombato deve molto del suo sviluppo alla felice posizione geografica.
Tipico insediamento di strada sviluppatosi lungo i bordi di una importante arteria (la provinciale Stradella-Zavattarello), assomma a questa opportunità anche l'ubicazione sul crinale che divide la Valle Versa da quella del torrente Versiggia. Attualmente la frazione si estende dal bivio per Cerchiara fino quasi a Piane, inglobando anche gli insediamenti di Portogallo e Lisbona. L'antico Colombato, o Colombà come spesso si trova scritto in versione dialettale, era abitato ai primi del Settecento da Ceruti e Alberti; questi ultimi residenti in una casa in affitto chiamata Casoto del Colombà.
I Ceruti (o Cerutti), coloni perpetui del solito Giuseppe Pietragrassa dal quale, a inizio Settecento, avevano in affitto oltre alla casa anche 100 pertiche di terreno, li ritroviamo stabilmente insediati fino all'Ottocento, affiancati di volta in volta da diverse famiglie: Murò (1735), Ferrari (1776), Scabini (1798).
A fine del Settecento una delle case era di proprietà dei Dezza, mentre il totale degli abitanti raggiungeva le 31 unità. Nel 1823 abbiamo cinque abitazioni di diretto dominio Pisani, le altre di proprietà di Giovanni Cerutti. Nel corso del secolo sia la popolazione che l'abitato aumentano, raggiungendo 45 unità nel 1887, suddivise in undici famiglie, tra cui Cerutti, Dezza, Faravelli, Bellinzona, Marchesi, Pasturenzi, Alberotti.
Le prime notizie riguardanti Portogallo risalgono, invece, solo al 1718, anno in cui non ritroviamo più l'abitazione indicata come Casoto del Colombà. Con ogni probabilità Portogallo è quindi il nuovo nome, coniato ad inizio del Settecento, per una delle poche case ancora prive di un appellativo specifico, essendo evidentemente Casoto termine troppo generico. Portogallo, con la sua variante dialettale Portugallo (che però significa anche arancia, tanto da far dubitare che derivi dal nome dello Stato della penisola iberica, ma in questa eccezione deve essere stato inteso agli inizi del Novecento visto che una delle abitazioni del nucleo insediativo fu chiamata Lisbona), rimase abitato per tutto il XVIII secolo da una sola famiglia alla volta: Stopini (1719), Casella (1723), Rezzani (1735), Calvi (1741), Contardi (1755) e ancora Casella (1766), che ritroveremo sino all'inizio dell'Ottocento.
Intorno al 1820 una nuova casa, di proprietà Pisani, si aggiunse alla precedente, raddoppiando il numero delle famiglie ospitate: Casella e Riccardi, quindi Faravelli e Allegri (1854-63), infine Faravelli e Vitali (1875). Nel 1887, probabilmente a seguito di un nuovo ampliamento dell'abitato, sono registrate quattro famiglie (Faravelli, Vitali, Bossalini e Braga), per un totale di 19 residenti.
Qualche anno prima, esattamente nel 1858, era stata rinvenuta a Portogallo una bambina abbandonata. Episodio abbastanza frequente all'epoca, di cui però quasi sempre non si hanno notizie precise. In questo caso, invece, ci è pervenuta una nota scritta dal sindaco Virgilio Dezza, che riporta l'accaduto.
"L'anno del Signore 1858 e alli 29 del mese di luglio alle ore due antimeridiane nella parrocchia di S. Alessandro Martire, comune di Montecalvo, è stato trovato dai coniugi Carlo Faravelli e Paola Guastona, avanti la porta del loro domicilio (cascina denominata il Portogallo) un fanciullo esposto riconosciuto di sesso femminino avvolto in un fasoletto di colore e posto in un canestro non portante con se nessun indizio di ricevuto Battesimo, i quali avendone dato parte a me sottoscritto sindaco di detto comune, procurai subito di fargli amministrare il Battesimo dal sig. don Agostino Ferrari reggente di detta parrocchia nel qual atto gli furono imposti li nomi Maria Celestina, venne frattanto da me consegnato a proba nutrice per il suo provvisorio sostentamento, finché non venga consegnato al pio Ospizio de' trovatelli della città di Voghera, qual consegna verrà eseguita domani 30 luglio da Mauro Zanardi." Colombato, nel corso della Guerra di Liberazione, fu anche teatro di un tragico scontro a fuoco tra partigiani e Brigate Nere, nel quale persero la vita tre partigiani.





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